LexOneWorldA.D.O.S. INTERNATIONAL
MIGLIORAMENTO CONTINUO E COORDINATO
Our network · 19

LEXONEWORLD / A.D.O.S. INTERNATIONAL

Constitution and fear: Giulio Stramera’s reflection

Avv. Giulio Stramera

2026-07-20 · Text in its original language (it)

Recovered on 20 October 2026 · original version, not updated.

Original source ↗
Enrico De Nicola signs the Italian Constitution · Palazzo Giustiniani · 27 December 1947
Enrico De Nicola signs the Italian Constitution · Palazzo Giustiniani · 27 December 1947
Camera dei deputati · archivio storico · Wikimedia Commons · Pubblico dominio (scheda Commons) · WebP

A clear, concise reading

Editorial rewrite · 22 October 2026. Original retained below. The overall portal review is ongoing. This note does not certify a complete check of every page. This is not a factual or legal update.

Constitution and fear: Giulio Stramera’s reflection

The original is dated 20 July 2026 and connects electoral reform with the US–Iran conflict. The following facts, figures and opinions are those reported or attributed there; this rewrite does not verify or update them.

The reform as the original describes it

It reports the Chamber’s approval of ‘Stabilicum’ on 16 July by 217 votes to 152, with 2 abstentions, before Senate consideration. It describes bonuses of 70 Chamber seats and 35 Senate seats for a coalition reaching 42% in both; closed lists without candidate preferences; thresholds of 10% for coalitions and 3% for single lists. Coalition lists below 3% would not count towards the bonus.

Criticism attributed to Spadacini

The original says Spadacini considers the bonus a way to turn a relative voting majority into an assured parliamentary majority, weakening Parliament, government arrangements and presidential powers. Linking 42% in both chambers would constrain their autonomy; a national Senate bonus would undermine its regional basis. These remain the cited critic’s views.

Concern attributed to La Malfa

The text attributes to Giorgio La Malfa a concern that the majority could elect the President alone from the fourth ballot, effectively bypassing Article 138 and a referendum on constitutional changes. In that account, the leader would move to the presidency while the Prime Minister became a replaceable executor. We preserve the attribution, not certify the interpretation.

The conflict in the 20 July account

The original dates its start to 28 February, with an attack said to have killed Khamenei and dozens of Iranian leaders. It mentions US attacks on 8 July, Iran closing Hormuz on 14 July, raids on about 90 targets on 17 July and Israel’s readiness to intervene. It reports Trump predicting a very short conflict and Brent rising 4%. These are claims in the archived text, not news verified today.

The author’s proposed connection

Giulio links war, instability and fear. He argues fear may encourage authoritarian solutions presented as security, bypass democratic procedures and hand decisions to a leader. Recalling people waiting for orders from above in 1943, he calls for informed participation from below. He portrays Italy as a spectator and criticises passivity.

Five suggestions

Read and compare several sources beyond headlines; participate rather than delegate everything; discuss matters with friends, family and colleagues; support associations defending the Constitution; use expertise to explain rules and principles without replacing complexity with rhetoric. The ending calls for awareness and sharing rather than looking away. Original author: Avv. Giulio Stramera, Studio Legale Stramera Lipuma, Palermo; studiolegalestrameralipuma.com and LexOneLegal.com.

Open the original text · IT
Palazzo Montecitorio · Rome
Palazzo Montecitorio · Rome · 2023-12-01
Editorial photograph replacing a reference with no retrievable file.
© DellaGherardesca · Wikimedia Commons · CC BY 4.0
Resized and converted to WebP; photograph not retouched.

                    LA COSTITUZIONE AGGIRATA

                     E IL MONDO CHE BRUCIA

                 cosa sta succedendo davvero

                         20 luglio 2026

IMMAGINE: Foto dell’Avv. Giulio Stramera

                    Avv. Giulio Stramera

                Studio Legale Stramera Lipuma

                          Palermo

La Costituzione aggirata e il mondo che brucia:

cosa sta succedendo davvero

di Avv. Giulio Stramera

C’è un’affinità inquietante tra due notizie che in questi giorni occupano le prime pagine. Da un lato, la riforma elettorale che viaggia verso il Senato, dall’altro la guerra tra Stati Uniti e Iran che si intensifica ora dopo ora.

Non sono due fatti separati. Sono i due lati della stessa medaglia: la paura come carburante dell’autoritarismo, e la competenza come unico antidoto.

Lo Stabilicum: il premio che cancella le opposizioni

Il 16 luglio l’Aula della Camera ha licenziato la nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum, con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Ora il testo passa al Senato.

Chamber of Deputies · Rome
Chamber of Deputies · Rome · 2008-05-22
Editorial photograph replacing a reference with no retrievable file.
© Maurizio Lupi · Wikimedia Commons · CC BY 2.0
Resized and converted to WebP; photograph not retouched.

Cosa prevede esattamente?

• Premio di maggioranza fisso: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che raggiunge il 42% dei voti in entrambe le Camere.

• Liste bloccate: niente preferenze. L’elettore vota una lista, senza poter scegliere i candidati.

• Soglie: 10% per le coalizioni, 3% per le liste singole.

• Norma anti-frammentazione: i voti delle liste coalizzate sotto il 3% non contano nemmeno per il premio.

Il costituzionalista Spadacini ha definito la riforma “un’ombra” che “indebolisce il Parlamento”. Il premio di maggioranza, dice, è stato “corretto, non sanato”: continua a trasformare una maggioranza relativa in una maggioranza parlamentare precostituita, incidendo “sulla forma di governo, sulle prerogative del presidente della Repubblica e sulla libertà del Parlamento”.

Ma c’è di più. Il premio scatta solo se la stessa coalizione raggiunge il 42% in entrambe le Camere, creando “nuovi problemi costituzionali”: Camera e Senato sono organi distinti, e subordinare l’una all’altra “comprime l’autonomia dei due procedimenti”. Per il Senato, eletto su base regionale, un premio nazionale “svuota quella base regionale”.

Giorgio La Malfa, in un articolo che ha fatto discutere, ha messo in guardia: il premio di maggioranza abnorme non serve a garantire la governabilità. Serve a rendere la maggioranza autosufficiente per eleggere il Presidente della Repubblica dalla quarta votazione in poi, aggirando di fatto l’articolo 138 della Costituzione che richiede il referendum popolare per le modifiche costituzionali. L’obiettivo, secondo La Malfa, sarebbe portare al Quirinale il leader della maggioranza, trasformando il Presidente del Consiglio in un “modesto esecutore” sostituibile.

Il mondo che brucia

A close-up/macro photograph of Middle East from a desktop globe. Adobe RGB color profile.

Mentre in Italia si discute di premi di maggioranza, in Medio Oriente la situazione precipita.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, iniziato il 28 febbraio con l’attacco che ha ucciso Khamenei e decine di leader iraniani, è entrato in una nuova fase. L’8 luglio gli Usa hanno attaccato di nuovo l’Iran. Il 14 luglio l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz. Il 17 luglio, nuovi raid americani contro circa 90 obiettivi.

Israele si è detto pronto a intervenire. Il presidente Trump ha dichiarato che il conflitto “sarà molto veloce”. Il petrolio è tornato a correre, con il Brent in rialzo del 4%.

E l’Italia? Assistiamo. Come spettatori.

Il collegamento che nessuno vuole vedere

Cosa lega lo Stabilicum alla guerra in Medio Oriente?

La paura.

La guerra crea instabilità. L’instabilità genera paura. La paura viene usata per giustificare scelte autoritarie “per sicurezza”. Si crea allarme sociale, si propongono soluzioni “forti”, si aggirano le procedure democratiche, e il cittadino, impotente, delega tutto al leader di turno.

È un meccanismo che abbiamo già visto. Nel 1943, molti italiani aspettarono ordini dall’alto. Oggi possiamo fare la differenza: dal basso, con competenza, lucidità e presenza.

Cosa possiamo fare?

1. Informarsi. Leggere più fonti, confrontare, non fermarsi ai titoli.

2. Non delegare. La democrazia non è uno spettacolo.

3. Diffondere. Parlare con amici, familiari, colleghi.

4. Organizzarsi. Sostenere associazioni e realtà che difendono la Costituzione.

5. Usare la propria competenza. Spiegare le regole, ricordare i principi, opporre la complessità alla retorica.

────────────────────────────────────────────

“La democrazia non si difende con gli eroi. Si difende con i cittadini che non si voltano dall’altra parte.”

Non voltiamoci. La Costituzione siamo noi.

Foto dell’Avv. Giulio Stramera

Avv. Giulio Stramera

Studio Legale Stramera Lipuma

Palermo

────────────────────────────────────────────

Hai trovato utile questo articolo?

Condividilo. Parlane.

La prima forma di resistenza è la consapevolezza.

www.studiolegalestrameralipuma.com

LexOneLegal.com

Fotografia presente nell’articolo originale

Related content

Explore the practice
Back to the library